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articoli e recensioni
IL NIDO DELLA FENICE
IL NIDO DELLA FENICE
Collana: Fantastico italiano
ISBN: 978-88-96052-59-4
Pagine: 320
Data di pubblicazione: 15 marzo 2012
 
intervista a Luigi De Pascalis
wordshelter.it, 16 Luglio 2012

Il futuro, una parola “piena” di spe­ranze, ma a volte, oggi più che mai, pre­gna di dubbi e paure. La crisi glo­bale e i con­ti­nui disa­stri eco­lo­gici alle volte fanno pre­sa­gire ad un futuro quanto mai incerto per non dire nefa­sto. Ed è un mondo a venire, tra più di settant’anni, molto inquie­tante quello che ci mostra Luigi De Pasca­lis nel suo ultimo romanzo distopico-​noir Il Nido della Fenice edito dalle Edi­zioni La Lepre.

Nel 2086 il mondo è molto diverso da come lo cono­sciamo. I governi nazio­nali sono stati per lo più sosti­tuiti da trust eco­no­mici sovran­na­zio­nali. L’Italia dopo nume­rosi rivol­gi­menti poli­tici e tel­lu­rici è finalmente…divisa in tre arci­pe­la­ghi molti dei quali palu­dosi! L’Africa ha rag­giunto l’indipendenza economico-​energetica e i famosi viaggi della spe­ranza si fanno all’incontrario! Buon parte del Vec­chio Con­ti­nente è deser­tica e affa­mata, i vec­chi cibi sono stati sosti­tuiti con pasti sin­te­tici dal sapore sem­pre uguale. A con­trol­lare l’etere ci pensa lo Scudo grande net­work molto simile al Grande Fra­tello. L’identità è cer­ti­fi­cata da micro­chip inse­riti sot­to­pelle alla nascita, men­tre la droga più dif­fusa è il sys fader, un micro­pro­ces­sore capace di sti­mo­lare le zone cere­brali del pia­cere. Tra Paci­fico e Atlan­tico naviga New World, una ster­mi­nata piat­ta­forma super­tec­no­lo­gica pro­tetta dallo Scudo, una sorta di Arca del Capi­ta­li­smo glo­bale. Ai qua­ran­ta­mila cit­ta­dini dell’arca fa capo l’80% della ric­chezza mon­diale e l’ingegneria gene­tica pro­duce i futuri lea­der, gli umani di gruppo A.

Sala­dino Riz­zi­tano, un ex inten­dente dei cara­bi­nieri di ori­gini nor­da­fri­cane, vive a Pan­tel­le­ria nel dam­muso dove è cre­sciuto e dove si è riti­rato. Suo com­pa­gno d’avventure è San­dro Zac, un dandy allam­pa­nato, vani­toso, dalla folta bianca canuta, il bastone ani­mato, colto e sagace. C’è uno strano e orri­bile infan­ti­ci­dio, che ricorda anti­chi riti pagani, stra­na­mente col­le­gato alle figure più di spicco della New World. E poi c’è Valé­rie, detta Occhi­doro, una bam­bina alle­vata in un nido per umani di gruppo A, che qual­cuno vuole morta. Chi ha rapito Valé­rie e per­ché tutte le tracce con­du­cono alla Rocca di Gibil­terra? Un giallo avvin­cente e ben con­ge­gnato, con una forte dose di fan­ta­scienza e spy-​story. Ma soprat­tutto è come leg­gere tre libri in uno poi­ché le sue tre parti sono quasi auto­nome. Ora sen­tiamo cosa ci rac­conta l’autore.DE PASCALIS 3 225x300 Il Nido della Fenice

Il nido della Fenice è un pò una con­ti­nua­zione del tuo rac­conto apparso su Sul filo del rasoio per la Mon­da­dori anni dietro?

Sì, in effetti. Dopo aver scritto il rac­conto ho sen­tito il biso­gno di non abban­do­nare quel mondo che temo sarà reale, prima o poi, data l’assoluta, avida cecità dei gover­nanti del mondo .

Par­liamo ora dei due pro­ta­go­ni­sti Sala­dino Riz­zi­tano e San­dro Zac figure di eroi quanto mai atipiche…

E’ suc­cessa una cosa strana. Stavo scri­vendo un altro libro, quello su Giu­liano l’Apostata che uscirà pre­sto. L’ho lasciato a metà per scri­vere il rac­conto e non sono più stato capace di lasciare Sala­dino per­ché ha comin­ciato subito a rac­con­tarmi un’altra sto­ria e mi ha pre­sen­tato San­dro Zac. Un attimo prima San­dro non c’era, un attimo dopo era lì sovrab­bon­dante, iro­nico, colto e disin­can­tato, inna­mo­rato dei libri di carta e delle donne… di carne. Sala­dino e San­dro sono entrambi don Chi­sciotte e San­cio Panza, a turno, come tutti noi. Una buona cop­pia che un giorno o l’altro mi rac­con­te­ranno cer­ta­mente altre avventure.

Nel tuo futuro disto­pico mostri un’Italia divisa in tre arci­pe­la­ghi una stoc­ca­tina ai vari movi­menti secessionisti/​indipendentisti attuali?

Reto­rica a parte, l’Italia è nata male ed ha vis­suto peg­gio i suoi 150 anni di sto­ria. Sem­pli­fi­cando, è sem­pre stata divisa in tre: a nord Regno sabaudo, Ducato di Milano e Repub­blica Veneta, al cen­tro lo stato della Chiesa, a sud il regno Bor­bo­nico. Oggi eco­no­mia, clima e poli­tica hanno aumen­tato le dif­fe­renze. Mi sono limi­tato a imma­gi­nare che il mare prima o poi ren­derà fisi­che que­ste diver­sità. Una meta­fora sullo stato delle cose, più che una cri­tica agli attuali movi­menti seces­sio­ni­sti, per quanto ridi­coli e poli­ti­ca­mente infantili.

Il tuo libro vuol essere un attacco alle varie hol­ding eco­no­mi­che e un punto d’analisi a tema­ti­che quali l’effetto serra e l’ingegneria genetica?

Met­tia­mola così: noi euro­pei abbiamo costruito teme­ra­ria­mente un sistema inte­grato pura­mente eco­no­mico all’indomani della caduta dell’URSS che è stato il fal­li­mento di un sistema ad esso assi­mi­la­bile con al cen­tro il rublo; oggi stiamo vivendo sulla nostra pelle la guerra eco­no­mica di una parte dell’Occidente con­tro un’altra parte dell’Occidente per la con­qui­sta della supre­ma­zia mone­ta­ria pla­ne­ta­ria e dun­que per la con­qui­sta delle ultime risorse di un pia­neta esau­sto. Da que­sta guerra, fatal­mente, non uscirà vin­ci­tore né il dol­laro né l’euro, né USA né Europa, ma Cina e India mondi in cui l’individuo non ha mai con­tato molto. L’effetto serra, il muta­mento delle cor­renti ocea­ni­che e l’arroganza dell’ingegneria gene­tica sono solo cilie­gine sulla torta. Pagliuzze in con­fronto alla trave…

In ultimo un tocco sull’enogastronomia: tu parli di cibo sin­te­tico e di leggi con­tro il con­sumo della carne anche qui una frec­cia­tina agli OGM e alle pan­zane dei vegani?

OGM e pan­zane dei vegani? Anche… ma credo che saranno la fame dell’umanità futura e la limi­ta­tezza delle risorse a met­terci sulla strada da me imma­gi­nata. In effetti avrei dovuto pen­sare a gang che si bat­tono a san­gue per il domi­nio del con­trab­bando di buone bistec­che, vino decente, frutta vera, acqua pulita e buona da bere. Che mondo, eh? Con­fesso che sogno un par­tito poli­tico che invece di rac­con­tarmi pan­zane mi parli di decre­scita respon­sa­bile, di biso­gni ina­lie­na­bili e di biso­gni arti­fi­ciali, i primi da difen­dere con i denti, i secondi da abban­do­nare senza rim­pianti. Tu tra il nuovo Ipad e l’acqua cor­rente in casa cosa scegli?

 

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Vito Tripi
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