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articoli e recensioni
PINOCCHIO
PINOCCHIO
Collana: Strenne della Lepre
ISBN: 978-88-96052-40-2
Pagine: 128
Data di pubblicazione: novembre 2011
 
De Pascalis illustra il lato oscuro di Pinocchio in una graphic novel
alibionline.it, 15 Dicembre 2011
Mentre annuncia che dal 2012 presenterà una nuova collana di fumetti (specie mistery, thriller e favole), la piccola casa editrice La Lepre di Roma manda in libreria un bella edizione del Pinocchio rivisto dallo scrittore nonché – qui è proprio il caso di sottolinearlo – grafico, illustratore, pittore Luigi De Pascalis, del quale ci siamo occupati su ALIBI in occasione del romanzo La pazzia di Dio.

Si tratta per l’occasione di una graphic novel ispirata ai passi più noti del gran libro e anche ad alcuni meno noti. Disegnata (direttamente su lastre di acetato) con gusto inconsueto perché insieme stilizzato e “popolare”, con un color seppia il cui umore antico è bilanciato da un tratto nervoso, come a suggerire il temperamento febbrile dell’imprendibile ragazzino di legno, una storia sospesa nella sua unicità e nello stesso tempo – sono le parole dell’autore – ben dentro la Toscana di fine Ottocento. Il seppia in fondo rievoca il legno di cui è fatto Pinocchio e suggerisce con efficacia l’oscurità di certa campagna toscana, non quella vagheggiata dai ricchi inglesi che acquistano ville e casolari evidentemente.

Oscurità che è anche un po’ il tragico che De Pascalis legge (interpreta) nella presunta favola, ché l’aerea fiducia di Pinocchio è messa a dura prova da un paesaggio di comprimari – umani e non – tutt’altro che rassicuranti, spietati nel ricondurre il ragazzino di legno a un principio di realtà molto poco poetico, va da sé. E il tragico sta nel fatto che per smettere di penare, Pinocchio è costretto a diventare altro da ciò che è. Pinocchio può trovare il suo posto tranquillo nel mondo solo pagando un prezzo incalcolabile – la bellezza della sua libertà.
Insomma, che si tratti di scrivere o disegnare, De Pascalis sa che una storia è detta intanto dal suo “come” – e l’atmosfera non è l’ultima delle sue preoccupazioni stilistiche. Anche come pittore e illustratore, potendo vantare ormai un’esperienza di diversi decenni.
L’edizione è bella, dunque: difficile che un adulto possa regalarla a un giovinetto senza volerne una copia anche per sé.
Michele Lupo
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