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articoli e recensioni
I BARONI DI ALEPPO
I BARONI DI ALEPPO
Collana: Visioni
ISBN: 978-88-96052-07-5
Pagine: 208
Data di pubblicazione: gennaio 2009
 
I baroni di Aleppo
ARTICOLO Il foglio, 28 Marzo 2009


I baroni di Aleppo


I “baroni di Aleppo” sono gli armeni Mazloumian che “vivevano in un piccolo villaggio, stretto fra le alture dell’Anatolia orientale”.
Krikor, che è riuscito a diventare un prospero agricolotore malgrado quella terra dura e arida, un giorno carica sul mulo due sacche di vestiti e provviste e parte pellegrino per Gerusalemme: non prima di aver però gettato un po’ di briciole di pane agli uccelli, come antico rituale di inizio della giornata. Di ritorno fa sosta ad Aleppo, stupendosi che nella seconda metropoli dell’Impero ottomano per i viandanti sia solo disponibile un misero “khan”, caravanserraglio, dove merci, animali e uomini sono costretti ad ammucchiarsi tutti assieme, condividendo intimità e pidocchi. Ma a casa scopre che la plebaglia islamica ha iniziato a prendersela con gli armeni, saccheggiando e uccidendo.
Con la vita salva ma la proprietà devastata, Krikor ricarica il mulo, ne appresta un secondo, ributta le rituali briciole agli uccellini e riparte per Aleppo, stavolta con moglie e figli, perché un’idea gli è balenata. “Aveva bisogno di una casa e di un lavoro.
E Aleppo aveva bisogno di qualcosa di più dignitoso di un khan per ospitare viaggiatori e pellegrini. Krikor avrebbe aperto un albergo, il primo in città”.
E’ l’inizio della saga degli albergatori Mazloumian, che Amabile e Tosatti raccontano come fosse un romanzo (ma è tutto vero e documentato). Al primo Ararat Hotel seguiranno gli altri due esercizi dei figli Onnig e Armen, poi riuniti in uno più lussuoso.
Infine, quando per la loro prosperità sono ormai chiamati “baroni”, viene inaugurato nel 1911 il Baron’s Hotel: “Il più grande, più moderno, e più chiacchierato hotel della metropoli del nord della Siria”. Là stabiliranno un quartier generale i tedeschi durante la Prima guerra mondiale. E re Feisal durante l’effimera parentesi della monarchia hascemita in Siria. E gli inglesi durante la Seconda.
Al Baron s’Hotel il generale De Gaulle viene innaffiato di champagne da un cameriere maldestro. Lì passano il giovane Lawrence d’Arabia e la scontrosa Agatha Christie, Pasolini con la troupe del “Fiore delle Mille e una Notte”e la leggendaria viaggiatrice Freya Stark, avventurieri e archeologi.
Lì Assad offre feste sontuose alle delegazioni sovietiche. Armen nonno era riuscito a sopravvivere al genocidio armeno. Armen nipote dovrà sopravvivere alla sommossa dei fondamedatalisti.
Più ancora dell’odio religioso è però la corruzione del regime del Baath, che impantana i Mazloumian in una infernale guerra legale per il possesso dell’hotel.
Il finale rimane, tuttora, aperto.
Maurizio Stefanini
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