Tre donne, due romanzi…un plagio. Chi giura su Virginia Woolf?
Cambierebbe qualcosa, forse, scoprire che uno dei romanzi più noti della Woolf è un plagio. L’edizione italiana di Broderie Anglaise ha l’ambizione di insinuare un dubbio e il piacere di presentare un piccolo romanzo semisconosciuto in Italia: Broderie Angalise di Violet Trefusis. L’anglista Tiziana Masucci, nel saggio introduttivo, scopre un asso che fino a oggi è rimasto nella manica: si tratta di una lettera. Si avanza così il fondato sospetto che Virginia Woolf abbia copiato un’idea della Trefusis e l’abbia poi trasformata nel celebre Orlando. E chi conosce Violet Trefusis? In molti senza dubbio. Non tutti. In Inghilterra è la figlia della bellissima Alice Keppel, amante di Edoardo VII, e da bambina cresce alla corte del re. In Francia è l’amica di Jean Cocteau e di Colette: Proust vede in lei “la fiammella speciale”. In Italia vive nella magnifica villa dell’Ombrellino, sulla collina di Bellosguardo, dove soggiornano Rebbecca West, i Churchill, Mitterand, la Principessa di Polignac, la Regina di Romania… Nella storia della letteratura è due cose, soprattutto: “una penna di platino con il pennino di smeraldo” e la rivale in amore di Virginia Woolf. Con Vita Sackville-West - ahimé, “penna d’ottone” - fugge su un isola del Mediterraneo spezzando il cuore alla regina della letteratura anglosassone, “la snob di Bloomsbury”, la sua amica e rivale Virginia Woolf. La storia di Broderie è semplice e al tempo stesso complessa: nell’arco di un pomeriggio, all’ora del tè, si svelano le sottili trame psicologiche di un triangolo amoroso. Altro non è, questo triangolo, che l’ambigua e tormentata relazione che vi fu tra Violet, Vita Sackville-West e Virginia Woolf. Contribuisce al valore di questa edizione italiana anche l’introduzione di sir Michael Holroyd, presidente della Royal Society of Literature, scrittore e biografo d’eccezione, considerato a livello mondiale “the best living biographer”. GV